Personaggi

ELLIS ISLAND

“Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa… e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Voglio dire… Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi… Eppure c’era sempre uno, uno solo, uno che per primo… la vedeva. Magari era lì che stava mangiando, o passeggiando, semplicemente, sul ponte… magari era lì che si stava aggiustando i pantaloni… alzava la testa un attimo, buttava un occhio verso il mare… e la vedeva. Allora si inchiodava, lì dov’era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava (piano e lentamente): l’America”. (Novecento, Alessando Baricco)

Per chi era diretto negli Stati Uniti, Ellis Island era il primo contatto con l'America.

Il suo nome originario era "Kioshk" o isola delle Ostriche; nel tempo l’isola divenne un rifugio per pirati poi un deposito di munizioni e prese altri nomi (isola di Bucking, isola di Anderson) tra cui quello di un suo proprietario, Samuel Ellis, a cui deve il suo nome attuale.

 Ellis Island, nel golfo di New York all’ombra della Statua della Libertà, deve la sua fama al fatto di essere stata, a partire dal 1892, la sede della stazione federale per l’immigrazione degli Stati Uniti d’America, una "casa di prima accoglienza-prigione" rimasta attiva fino al novembre del 1954.

Qui, tra il 1892 e il 1924, sono stati registrati gli arrivi di oltre 22 milioni di immigrati. Tra questi, solo nel decennio 1885 – 1895, ci sono in media 35 mila arrivi dall'Italia all’anno. Nel decennio 1896-1905 la media è di 130 mila entrate (nel 1901 superano le 100 mila unità; nel 1905 raggiungono le 300 mila e toccano il picco di 376 mila nel 1913).

La prima classe costa mille lire, la seconda cento, la terza dolore e spavento (Titanic, Francesco De Gregori)

Sbarcati dai piroscafi dopo un lunghissimo viaggio, i passeggeri di seconda classe ricevono il permesso di andare a terra senza passare dall’isola. Gli emigrati che hanno viaggiato in terza classe, invece, devono scendere al porto e raggiungere Ellis Island, dove si sottopongono alla visita medica.

Quelli che la superano vanno nella grande sala di registrazione. Coloro che non passano la visita vengono messi in quarantena nell’ospedale locale, al termine della quale ricevono il nulla osta per entrare negli Stati Uniti, tranne nel caso di infermità particolari (zoppi, gobbi, menomati, con malattie degli occhi o della pelle o con difetti psichici), a causa delle quali saranno costretti a tornare in patria.

Le donne sole, anche se fidanzate, non erano ammesse e dovevano celebrare il matrimonio a Ellis Island. I minorenni soli dovevano trovare i garanti e gli orfani dovevano essere adottati, altrimenti venivano respinti.