Personaggi

Polda Barsottini. Una madre di plaza de Mayo

«Sono nata a Levigliani nel comune di Stazzema nel 1922, e sono emigrata in Argentina nel 1928, all’età di 6 anni. Dei miei primi anni di vita ricordo soprattutto i miei nonni e i miei zii. In particolare i fratelli di mio padre, ne aveva 11, e soprattutto Rocco che era scapolo e Contento che era sposato e aveva a sua volta alcuni figli con cui mi capitava di giocare. A Levigliani io vivevo con mia madre e con i miei nonni perché mio padre era emigrato in Argentina quando io avevo un mese. Con la mia famiglia abbiamo vissuto a Tandil e poi quando avevo 20-21 anni ci siamo trasferiti a Buenos Aires.

Nel frattempo io avevo imparato il mestiere di sarta, un lavoro che ho continuato a svolgere per tutta la vita. Proprio a Buenos Aires ho conosciuto mio marito. Ci siamo incontrati ad un ballo, avevo 21 anni. Ci siamo frequentati per 4-5 anni e poi quando avevo 25-26 anni ci siamo sposati. Subito dopo è nato mio figlio. Si chiama Guillermo Oscar. Un bambino intelligente che ha sempre dimostrato grande voglia di studiare. Dopo la scuola dell’obbligo Guillermo ha frequentato con successo le superiori e poi si è iscritto alla facoltà di Architettura dell’Università di Buenos Aires. Lì è rimasto per 2 anni prima di essere chiamato a fare il servizio militare.

Degli anni da coscritto Guillermo ha sempre avuto un ricordo pessimo. Non condivideva in nessun modo le imposizioni cui doveva sottostare da parte dei suoi superiori e non gli piaceva la vita di caserma. Ma quello che ha sempre detestato è il clima terribile che si respirava fra i militari proprio mentre stava svolgendo la leva, l’epoca era quella subito precedente all’avvento della dittatura militare.

Guillermo è sparito nel 1978 dopo essere stato arrestato nel 1976 ed essere stato detenuto come dissidente politico per 17 mesi. Secondo i militari mio figlio è stato liberato assieme ad altri 2 suoi compagni nel febbraio 1978. Ma da quella data nessuno ha più avuto loro notizie.

Faccio parte del movimento delle madri di plaza de Mayo e con loro continuo a chiedere in ogni possibile occasione di conoscere il destino di mio figlio. In particolare io appartengo

ai genitori dei desaparecidos dei detenuti per motivi politici. Oggi vivo con un mio fratello rimasto solo e senza lavoro. Trovo conforto nell’affetto dei miei cari, i miei fratelli i miei nipoti. In particolare una nipote, Rossana, figlia di una mia sorella più giovane, che mi ricorda moltissimo mio figlio e che io adoro. Mi consola aver potuto aiutare, anche economicamente i miei fratelli e i miei nipoti che sono rimasti senza lavoro. Vittime di questa crisi economica che attraversa il paese.

Non so se è molto o poco, ma così è stato, questa è la mia vita.»

Questa memoria è stata raccolta nel settembre 2003, quando grazie all’interessamento della Provincia di Lucca e della Fondazione Paolo Cresci, Polda è potuta tornare al suo paese natale dopo 75 anni.

Polda Barsottini è morta a Buenos Aires il 25 novembre 2008.